
Sardegna · Baunei, Golfo di Orosei
Golfo di Orosei e Baunei
Cale che si raggiungono solo a piedi o dal mare, dove la terra dei pastori finisce a picco sul turchese
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Qui la Sardegna non si arrende alle strade. Sopra Baunei si stende il Supramonte calcareo dei pastori; sotto, una falesia di chilometri precipita su cale di ciottoli bianchi — Goloritzé, Mariolu, Biriola, Sisine, Luna — che nessuna auto può raggiungere. Non è una spiaggia da cartolina: è un luogo fragile che si guadagna a passi, e che si racconta meglio in pochi.
A Cala Goloritzé non si arriva per caso. La spiaggia che oggi tutti fotografano non c'era prima del 1962: in quell'anno, dopo le piogge più intense mai registrate sull'isola, l'acqua carsica scavò la roccia finché un'intera parete crollò nel mare, lasciando ciottoli bianchi e un'aguglia di calcare alta 143 metri — Monte Caroddi — puntata verso il cielo come un campanile naturale. Accanto, l'arco di pietra è ciò che resta di una grotta marina sprofondata. I nostri tour lead te lo raccontano lassù, sul sentiero che scende dall'Altopiano del Golgo: capisci che quel turchese è giovane, e che la montagna lo ha fatto e potrebbe disfarlo.
Sopra le cale c'è un mondo che pochi guardano: l'Altopiano del Golgo, a quattrocento metri, dove pascolano allo stato brado capre, asini e maiali allevati dai pastori di Baunei. Qui si apre Su Sterru, una voragine di 270 metri — l'abisso a camera unica più profondo d'Europa — che per secoli si disse fosse la tana di un serpente, finché nel Seicento i pastori non costruirono lì accanto la piccola chiesa campestre di San Pietro per scacciarne la minaccia. È un paesaggio severo e sacro, fatto di leccete, ovili di pietra e silenzio.
Poi c'è la grande traversata: il Selvaggio Blu, ideato negli anni Ottanta dagli alpinisti Mario Verin e Peppino Cicalò seguendo i passaggi che i carbonai e i pastori avevano aperto tra le falesie. Una cinquantina di chilometri da Pedra Longa a Cala Sisine, con calate in corda doppia, cenge esposte e oltre tremila metri di dislivello: è considerato il trekking più duro d'Italia. Non lo proponiamo a tutti — ma ti portiamo nei suoi tratti più belli, accompagnato da chi quelle rocce le conosce a memoria.
Cosa vivrai
Cala Goloritzé e l'Aguglia
Si scende solo a piedi dal Golgo: ciottoli bianchi, l'arco di pietra e il pinnacolo di 143 metri nato da una frana del 1962.
Le cale dal mare in gozzo
Mariolu, Biriola, Sisine e Luna toccate dall'acqua, con i primi gozzi del mattino e numeri contingentati per rispettare i luoghi.
Altopiano del Golgo & Su Sterru
L'altopiano dei pastori a quota 400: greggi allo stato brado, la chiesa di San Pietro e la voragine più profonda d'Europa.
Selvaggio Blu, i tratti più belli
Assaggi della traversata leggendaria — cenge sospese, calate in corda e mare a strapiombo — accompagnato da chi conosce ogni passaggio.
Le storie dei borghi
Ogni borgo del viaggio custodisce una storia. Ecco quelle che il tuo tour lead ti farà rivivere.
01 Cala Goloritzé — La frana che inventò una spiaggia
La spiaggia che oggi tutti fotografano non c'era prima del 1962. In quell'anno, dopo piogge fra le più intense mai registrate sull'isola, l'acqua infiltrata nel calcare scavò la montagna finché un'intera parete crollò nel mare: dal disastro nacquero i ciottoli bianchi di Cala Goloritzé e restò in piedi un pinnacolo di roccia alto circa 143 metri, l'Aguglia — il Monte Caroddi — puntato verso il cielo come un campanile naturale. Accanto, l'arco di pietra è ciò che rimane di una grotta marina sprofondata.
Il tuo tour lead te lo racconta lassù, sul sentiero che scende dall'altopiano del Golgo, prima che il primo gozzo arrivi sotto costa. Quando metti i piedi nell'acqua e alzi lo sguardo verso l'Aguglia, capisci una cosa che le cartoline non dicono: questo turchese è giovane, l'ha disegnato la montagna in una sola notte di pioggia, e proprio per questo va trattato con rispetto.
02 Altopiano del Golgo — L'abisso e la chiesa dei pastori
A quattrocento metri sopra le cale si apre un mondo che pochi guardano: l'altopiano del Golgo, dove fra leccete e ovili di pietra pascolano allo stato brado capre, asini e maiali allevati dai pastori di Baunei. Qui la terra si spalanca in Su Sterru, una voragine carsica di circa 270 metri, l'abisso a camera unica più profondo d'Europa. Per secoli si raccontò che fosse la tana di un serpente mostruoso, finché i pastori non innalzarono lì accanto la piccola chiesa campestre di San Pietro, a presidiare con la fede un buco che pareva sprofondare nell'ignoto.
È un paesaggio severo e sacro, fatto di silenzio, vento e pietra. Il tuo tour lead ti porta fra gli ovili al mattino presto, quando il sole taglia basso fra i lecci e l'odore del mirto sale dal terreno: ti siedi con chi quegli animali li alleva da sempre, e capisci che le cale là sotto sono solo l'ultimo gradino di una civiltà che vive in alto, fra le rocce.
03 Selvaggio Blu — Il sentiero più duro d'Italia
Negli anni Ottanta gli alpinisti Mario Verin e Peppino Cicalò ebbero un'idea quasi folle: collegare a piedi la costa del Golfo di Orosei seguendo i passaggi che carbonai e pastori avevano aperto fra le falesie. Nacque così il Selvaggio Blu, una cinquantina di chilometri da Pedra Longa a Cala Sisine, con calate in corda doppia, cenge esposte a strapiombo sul mare e oltre tremila metri di dislivello complessivo. È considerato il trekking più impegnativo d'Italia: non un percorso, ma una traversata che si guadagna passo dopo passo.
Non lo proponiamo a tutti, e lo diciamo con onestà. Ma ti accompagniamo nei suoi tratti più belli, con chi quelle rocce le conosce a memoria, fino a una caletta che nessuna strada raggiunge. Quando ti cali lungo una parete e poi, all'improvviso, il mare turchese si apre sotto i tuoi piedi, ovili e calette irraggiungibili smettono di essere parole: diventano l'unica cosa che esiste, là, davanti a te.
Una costa giovane, scolpita da acqua e pastori
Qui la storia è insieme geologica e umana: la roccia ha disegnato le cale in tempi recentissimi, e l'uomo le ha rese raggiungibili solo a piedi o dal mare. Ecco le tappe che il tuo tour lead ti farà toccare con mano.
- 1962
La frana che creò Goloritzé
Dopo piogge eccezionali, una parete calcarea crolla in mare: nascono i ciottoli bianchi di Cala Goloritzé e resta in piedi l'Aguglia (Monte Caroddi), circa 143 metri.
- Anni Ottanta
Nasce il Selvaggio Blu
Gli alpinisti Mario Verin e Peppino Cicalò tracciano la traversata seguendo i passaggi di carbonai e pastori: da Pedra Longa a Cala Sisine, oggi il trekking più duro d'Italia.
- 1993
L'Aguglia palestra di roccia
L'apertura della via 'Sinfonia dei Mulini a Vento' consacra il pinnacolo di Goloritzé tra le mete di arrampicata più ambite del Mediterraneo.
- 1995
Goloritzé monumento naturale
La Regione Sardegna tutela Cala Goloritzé, l'Aguglia e l'arco come monumento naturale: accessi contingentati per proteggere un luogo fragile.
- Oggi
I pastori custodi del Golgo
La cooperativa dei pastori di Baunei gestisce l'Altopiano del Golgo e l'accesso alle cale, unendo pascolo brado, accoglienza e tutela del territorio.
Costruiamo questo viaggio attorno a una regola che condividiamo con chi qui vive: il luogo viene prima di noi. Le cale di Baunei hanno ingressi contingentati e prenotazione obbligatoria; a Goloritzé si scende solo a piedi, le altre si toccano dal mare con i gozzi che partono da Santa Maria Navarrese. Per questo lavoriamo a numeri piccoli, su barche e trasferimenti privati, scegliendo le ore giuste — l'alba sul sentiero, il primo gozzo prima della ressa — e appoggiandoci alla cooperativa di pastori che custodisce l'altopiano.
Ogni tappa ha il suo tour lead del territorio: pastori, guide e gente di Baunei che ti aprono ovili e cucine che nessuna guida stampata conosce. È a tavola che la giornata si chiude: su porceddu cotto lento sul mirto, i culurgiones chiusi a spiga — il sigillo che nell'isola significa abbondanza e protezione — il pane carasau e un pecorino che sa di erbe salate del Supramonte.
La mappa del viaggio
Quando partire
Cosa è incluso
- Tour lead narratore dedicato
- Trasferimenti privati sul posto
- Alloggi di charme selezionati
- Esperienze e degustazioni in programma
- Assistenza Furore 24/7
Non incluso
- Viaggio a/r per la località di partenza
- Pasti non indicati nel programma
- Mance ed extra personali
- Assicurazione viaggio (facoltativa)
Dove dormirai
Scegliamo a mano ogni alloggio: niente catene anonime, ma luoghi con un'anima, nel cuore dei borghi o affacciati sul paesaggio.
Dimore storiche
Palazzi e case di pietra nel centro dei borghi, tra mura antiche e silenzio.
Boutique hotel
Piccoli hotel di charme, con vista, servizio curato e atmosfera intima.
Agriturismi e cantine
Ospitalità autentica tra vigne, ulivi e tavole vere, dove ti accolgono come a casa.

Il tuo tour lead
Non un accompagnatore qualunque: un narratore del territorio, nato qui o che ha scelto di restarci. Conosce le storie vere, le porte da aprire e i tempi giusti. È la persona che trasforma un bel viaggio in un ricordo indimenticabile.
Un itinerario tipo
- Giorno 1
Baunei e il Golgo
Arrivo a Baunei, salita all'Altopiano del Golgo tra ovili e leccete, la chiesa di San Pietro e l'abisso di Su Sterru. Cena dai pastori con su porceddu.
- Giorno 2
A piedi verso Goloritzé
Discesa all'alba dal sentiero del Golgo fino a Cala Goloritzé, l'Aguglia e l'arco; bagno e tempo lento prima della risalita, con pranzo al sacco di prodotti del posto.
- Giorno 3
Le cale dal mare
In gozzo da Santa Maria Navarrese tra Mariolu, Cala dei Gabbiani, Biriola e Sisine, con soste a nuoto e grotte marine, lontano dalle barche grandi.
- Giorno 4
Cala Luna e i sapori del Supramonte
Ultima cala, Cala Luna con le sue grotte; rientro e tavola d'addio con culurgiones, pane carasau e pecorino dell'entroterra.
Domande frequenti
Qual è il periodo migliore per il Golfo di Orosei e Baunei?
Tarda primavera (maggio–giugno) e inizio autunno (settembre–inizio ottobre): mare già caldo, sentieri praticabili e cale molto meno affollate dell'alta stagione.
Bisogna prenotare per visitare le cale di Baunei?
Sì. L'accesso a Cala Goloritzé e l'approdo nelle altre cale sono contingentati con prenotazione obbligatoria: ce ne occupiamo noi, con numeri piccoli e gli orari giusti.
Devo essere allenato? Si fa il Selvaggio Blu?
Per Goloritzé serve un trekking di circa 3,5 km con dislivello. Il Selvaggio Blu integrale è solo per esperti; noi proponiamo i suoi tratti più belli, calibrati sul tuo passo.
Come si raggiungono le cale, a piedi o in barca?
Goloritzé solo a piedi dal Golgo; Mariolu, Biriola, Sisine e Luna in gozzo privato da Santa Maria Navarrese. Niente pullman e niente grandi imbarcazioni.
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